{"id":52,"date":"2024-04-11T14:50:37","date_gmt":"2024-04-11T14:50:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.unicollegessml.it\/?p=52"},"modified":"2024-04-16T10:55:10","modified_gmt":"2024-04-16T10:55:10","slug":"riders-on-the-storm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.unicollegessml.it\/?p=52","title":{"rendered":"Riders on the storm"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno studio sulle condizioni di lavoro dei rider condotto dalla redazione di Unicollege <\/h2>\n\n\n\n<p>Durante il corso di <strong>Web reportage narrativo<\/strong> dell&#8217;indirizzo <strong>Giornalismo digitale<\/strong> la nostra redazione si \u00e8 concentrata nello studio delle <strong>condizioni di lavoro dei rider<\/strong>. Abbiamo analizzato i loro contratti ed intervistato una realt\u00e0 cittadina virtuosa nel campo delle consegne a domicilio. Il risultato \u00e8 questo reportage narrativo: <strong>Riders on the storm.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione <\/h2>\n\n\n\n<p>Nel<strong> 2022<\/strong> il settore dell\u2019 <strong>e-commerce alimentare<\/strong> in Italia ha generato introiti per <strong>4,7 miliardi di euro<\/strong>. Di questa cifra ben il 44%, ovvero 1,8 miliardi di euro, \u00e8 stato generato dal settore del <strong>food delivery<\/strong>. Tale settore, arrivato in Italia nel 2018 con l\u2019avvento delle prime piattaforme online, \u00e8 in costante crescita con un aumento delle entrate pari al 20% rispetto al 2021. I dati, forniti dalla sesta edizione della <strong>Mappa del cibo a domicilio in Italia<\/strong> di <strong>JustEat<\/strong>, mostrano come questo ambito sia in continua ascesa generando profitti sempre maggiori. Questi per\u00f2 arricchiscono soltanto le grandi piattaforme che lo controllano. Infatti, \u00e8 ben evidente la dicotomia tra gli introiti generati dalle aziende e le condizioni di lavoro dei rider che lavorano senza soste n\u00e9 tutele nel traffico delle nostre citt\u00e0 per cifre irrisorie.<br>I<strong> giganti<\/strong> dell\u2019 e-commerce alimentare poggiano le loro fondamenta su un esercito di riders che pedalano <strong>invisibili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"925\" height=\"521\" src=\"https:\/\/blog.unicollegessml.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/EF149D28-F52D-4C1A-9984-EA8B7B8F299A.jpg\" alt=\"rider pedala sotto la pioggia, Firenze \" class=\"wp-image-62\" style=\"width:696px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/blog.unicollegessml.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/EF149D28-F52D-4C1A-9984-EA8B7B8F299A.jpg 925w, https:\/\/blog.unicollegessml.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/EF149D28-F52D-4C1A-9984-EA8B7B8F299A-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.unicollegessml.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/EF149D28-F52D-4C1A-9984-EA8B7B8F299A-768x433.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 925px) 100vw, 925px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi sono i rider?<\/h2>\n\n\n\n<p>I rider sono i <strong>fattorini<\/strong> del food delivery, consegnano generalmente cibo ma anche altri beni di consumo. Infatti tra questi ci sono pannolini, sigarette e articoli sanitari, ad ogni ora del giorno, <strong>sette giorni su sette<\/strong>. Tra di loro c\u2019\u00e8 chi lavora per pagarsi gli studi e chi per mantenere la propria famiglia. Ma tutti sono accomunati da un elemento in particolare. Non devono infatti faticare soltanto nelle ore lavorative, ma anche per ottenere dei diritti ed essere tutelati come gli altri lavoratori. I rider sono il vero motore di questa industria ma a loro vengono lasciate solo le <strong>briciole<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si diventa rider?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il processo per diventare rider \u00e8 estremamente semplice. Non sono necessari particolari requisiti. Serve solo il raggiungimento della <strong>maggiore et\u00e0<\/strong> ed essere in possesso di un<strong> mezzo proprio<\/strong> e di uno <strong>smartphone<\/strong>. Dopo aver compilato i moduli online presenti nella sezione dedicata del sito di delivery come JustEat, Deliveroo, Glovo, ecc. e il gioco \u00e8 fatto. Si dovr\u00e0 solo aspettare l\u2019esito della candidatura. Poi si firma il contratto che ci verr\u00e0 inviato via mail ed ordinare il kit base comprendente indumenti ad alta visibilit\u00e0, zaino termico per il trasporto del cibo. E, solo nel caso in cui il nostro mezzo sia una bici, un casco.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come lavora un rider?<\/h2>\n\n\n\n<p>Come detto precedentemente il rider \u00e8 il fattorino del food delivery, ovvero colui il quale consegna l\u2019ordine direttamente a casa del cliente che lo ha effettuato. Il <strong>cliente,<\/strong> infatti, dal suo smartphone pu\u00f2 scegliere tra una vastissima gamma di ristoranti convenzionati. Pu\u00f2 ordinare ci\u00f2 che preferisce, effettuare il pagamento e attendere la consegna. A questo punto l\u2019ordine viene inoltrato e ricevuto dal ristorante e dal rider al quale la consegna \u00e8 stata assegnata. Il ristorante, cos\u00ec, va ad iniziare la preparazione del pasto e il rider nel frattempo pu\u00f2 muoversi  per andare a prenderlo. Qui, una volta confezionato il cibo, ritirer\u00e0 l\u2019ordine e sar\u00e0 pronto per consegnarlo al cliente. Apparentemente, fin qui, sembrerebbe tutto normale. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un dettaglio che abbiamo trascurato: <strong>in base a cosa \u00e8 stato scelto proprio quel determinato rider?<\/strong><br>Ed \u00e8 qui che entra in gioco il primo misterioso personaggio di questa storia: <strong>l\u2019algoritmo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La logica dell&#8217;algoritmo<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019 algoritmo \u00e8 un <strong>software<\/strong> di propriet\u00e0 della piattaforma di food delivery che <strong>analizza<\/strong> una serie di dati e <strong>decide<\/strong> a quale rider proporre la consegna. Lo scopo \u00e8 quello di garantire la massima efficienza e la minima attesa al cliente. Da questo software dipende il numero di consegne di ogni fattorino e di conseguenza, essendo la paga direttamente proporzionale alle consegne effettuate, il suo <strong>stipendio<\/strong>. Cos\u00ec, quando un cliente effettua un ordine attiva l\u2019algoritmo di consegna che crea un ponte tra l\u2019ordine, il ristorante e il rider scelto. La piattaforma <strong>Deliveroo <\/strong>afferma che l\u2019unico criterio su cui l\u2019algoritmo si basa nella scelta del fattorino \u00e8 l\u2019efficienza. Ciononostante sul sito dell\u2019azienda il software non viene mai nominato e il suo reale funzionamento \u00e8 coperto da <strong>segreto industriale<\/strong>.<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La spietatezza dell&#8217;algoritmo<\/h2>\n\n\n\n<p>Navigando in rete alla ricerca di informazioni a riguardo mi sono imbattuto in vari siti che tentano di fornire una reale spiegazione del suo funzionamento. Ci\u00f2 che ho potuto evincere \u00e8 che l\u2019algoritmo utilizza un metodo <strong>spietato<\/strong> per assegnare le consegne. Infatti questo software si avvale di tre dati principali. Uno \u00e8 il <strong>rating <\/strong>del rider, ovvero il punteggio accumulato dal fattorino nelle sue consegne precedenti. Poi c&#8217;\u00e8 il <strong>ranking<\/strong> dei rider, cio\u00e8 la classifica di tutti i fattorini disponibili. Infine c&#8217;\u00e8 il <strong>punteggio<\/strong> assegnato alla consegna stessa. Inoltre l\u2019algoritmo analizza anche dati riguardanti il tempo stimato per completare la consegna. Tra questi troviamo quello per arrivare al ristorante e da l\u00ec al luogo di consegna. A questo punto, una volta individuato il rider migliore per la consegna, viene inviata una notifica sul suo smartphone. Qui lui potr\u00e0 decidere se accettare o meno l\u2019ordine. Nel caso in cui dovesse rifiutarla la notifica verr\u00e0 inoltrata ad altri rider sotto di lui nel ranking.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Condizioni di lavoro, tutele e stipendi <\/h2>\n\n\n\n<p>Attualmente in Italia convivono <strong>due modelli contrattuali<\/strong> nel settore del food delivery. Il primo \u00e8 quello di <strong>lavoro autonomo <\/strong>regolato dal <strong>CCNL<\/strong> (contratto collettivo nazionale di lavoro) di Assodelivery. Il secondo \u00e8 il <strong>contratto di lavoro dipendente <\/strong>stipulato da Just Eat in collaborazione con <strong>CGIL, CISL e UIL.<\/strong><br>Ma andiamo per gradi e osserviamo entrambi i modelli contrattuali.<br>Il primo contratto che regola il lavoro dei rider nel nostro paese risale al 16 settembre 2020. Si tratta appunto il CCNL di Assodelivery. Questo accordo inquadra l\u2019attivit\u00e0 del rider come quella di lavoro autonomo. Al tempo stesso le garantisce alcune caratteristiche del lavoro dipendente. Tra queste ci sono standard minimo retributivo, diritti sindacali, assicurazione antinfortunistica e sicurezza sul lavoro.<br>Osserviamo nello specifico alcuni passi del CCNL, che trovate anche completo qui.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il testo del CCNLL<\/h2>\n\n\n\n<p><br>Innanzitutto possiamo vedere quale definizione del rider stesso venga data dal contratto.<br>Il testo recita come di seguito. <em>\u201cIl Rider, ai fini del presente Contratto e come definito in premessa, \u00e8 un lavoratore autonomo che, sulla base di un contratto con una o pi\u00f9 Piattaforme, decide se fornire la propria opera di consegna dei beni, ordinati tramite applicazione, come individuati anche dall\u2019articolo 47-bis del D.Lgs. 81 del 2015.<br>Le prestazioni di lavoro autonomo tra Rider e Piattaforme sono caratterizzate dalla flessibilit\u00e0 delle stesse. La prestazione si concretizza nella consegna di cibo e altri prodotti ai clienti finali. Per fare ci\u00f2 il Rider \u00e8 chiamato a recarsi nel luogo designato, ritirare i beni ed effettuare, con mezzo di trasporto proprio, la consegna al cliente finale.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br><em>\u201cIl Rider non potr\u00e0 essere assoggettato ad alcun vincolo di orario. Ne consegue che la sua assenza non dovr\u00e0 essere giustificata e la presenza non potr\u00e0 essere imposta.\u201d<\/em><br><\/h5>\n\n\n\n<p>Da questa prima definizione si evince come uno dei concetti principali del contratto sia la flessibilit\u00e0 del lavoro del rider. Questo concetto \u00e8 spesso riportato anche dai siti delle principali piattaforme di food delivery tramite lo <strong>slogan<\/strong> \u201cScegli tu il tuo orario di lavoro\u201d. Ci\u00f2 che per\u00f2 non viene sottolineato \u00e8 che il rider guadagna solo nelle ore in cui effettua consegne. E questo fa si che per arrivare ad uno stipendio che gli permetta di vivere dignitosamente egli debba lavorare un gran numero di ore.<br>Continuando nella lettura del CCNL ci addentriamo poi in quello che \u00e8 l\u2019articolo dedicato al compenso dei rider.<br>In pi\u00f9 l&#8217;articolo pone molto il focus su quella che \u00e8 la possibilit\u00e0 da parte del rider di accettare o meno ogni singola consegna. Si concentra poi sui criteri che ogni piattaforma pu\u00f2 utilizzare per decidere il giusto compenso per ogni consegna.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br><em>&#8220;Le Parti individuano i seguenti criteri che potranno essere implementati in base a modalit\u00e0 caratteristiche del business di ciascuna Piattaforma<\/em>:<\/h5>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>distanza della consegna<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>tempo stimato per lo svolgimento della consegna<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>fascia oraria<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>giorno feriale o festivo<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>condizioni meteorologiche<\/em><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>I criteri individuati rappresentano un elenco di riferimento, pertanto le Parti potranno individuarne ed implementarne di ulteriori. Si concorda che il Rider ricever\u00e0 compensi in base alle consegne effettuate, ferma la possibilit\u00e0 per le Parti di determinare compensi in base a parametri ulteriori.\u201d<\/em><br><\/h5>\n\n\n\n<p>Da questo articolo possiamo quindi capire come <strong>guadagna<\/strong> concretamente un rider. Il suo compenso \u00e8 definito dal <strong>numero di consegne effettuate<\/strong> e il valore di ogni singola consegna \u00e8 dato dalle seguenti caratteristiche. Prima la <strong>distanza <\/strong>della consegna, poi il <strong>tempo <\/strong>stimato per lo svolgimento della stessa. Seguono la <strong>fascia oraria<\/strong> in cui la svolger\u00e0, il<strong> giorno<\/strong>, se festivo o feriale, e le <strong>condizioni meteorologiche<\/strong>.<br>Infatti, come visibile in un passaggio successivo del contratto, sar\u00e0 garantito al rider un compenso aggiuntivo <strong>(indennit\u00e0)<\/strong> al verificarsi delle seguenti circostanze. Si parla di <strong>lavoro notturno<\/strong>, lavoro svolto durante una <strong>festivit\u00e0<\/strong> e lavoro svolto in <strong>condizioni meteorologiche sfavorevoli.<\/strong> Queste indennit\u00e0 garantiscono al rider un guadagno aggiuntivo pari al 10%, al 15% o al 20% a seconda della concomitanza di una, due o tre delle circostanze sopracitate.<br>L\u2019 articolo poi si concentra sul compenso minimo garantito al rider. Questo \u00e8 pari a <strong>10 euro lordi l\u2019ora<\/strong>. Ma viene ricalibrato <em>\u201cnel caso in cui il tempo stimato dalla Piattaforma per le consegne risultasse inferiore ad un&#8217;ora\u201d<\/em>. Risultando cos\u00ec in un compenso minimo ben inferiore ai 10 euro.<br>Per quanto riguarda le tutele, invece, il contratto parla di dotazioni di sicurezza quali <strong>casco <\/strong>e <strong>indumenti ad alta visibilit\u00e0<\/strong>. Viene menzionata anche la copertura assicurativa obbligatoria dell\u2019<strong>INAIL.<\/strong><br>Spostiamoci ora sul modello contrattuale stipulato da <strong>JustEa<\/strong>t con <strong>CGIL<\/strong>, <strong>CISL<\/strong> e <strong>UIL<\/strong> nel 2021. Questo contratto inquadra i rider come lavoratori subordinati e li inserisce in quello che \u00e8 il <strong>CCNL del settore Logistica, Trasporto, Merci e Spedizioni<\/strong>. Questo contratto prevede <strong>ferie<\/strong>, <strong>malattia<\/strong>, <strong>maternit\u00e0<\/strong> e <strong>festivit\u00e0<\/strong> e un compenso orario minimo di 8,50 euro ai quali vanno sommati 0,25 euro per ogni consegna effettuata.<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La questione delle ore lavorative settimanali<\/h2>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra differenza con il modello contrattuale analizzato in precedenza \u00e8 quella data dalla presenza di tre regimi orari part time di 10, 20 o 30 ore settimanali. Ad un primo sguardo questo contratto pu\u00f2 sembrare un grande <strong>passo avanti<\/strong> rispetto al CCNL visto precedentemente. Ma leggendolo in maniera pi\u00f9 attenta possiamo trovare vari <strong>punti controversi<\/strong> che sollevano non poche perplessit\u00e0.<br>Innanzitutto JustEat assume un grande numero di rider con un part time da 10 ore settimanali. Questo numero di ore implica che il rider assunto non riesca a sbarcare il lunario ed abbia, quindi, bisogno di almeno un altro lavoro per arrivare a fine mese. Un altro problema \u00e8 quello riguardante l\u2019organizzazione del lavoro. Infatti, secondo quanto \u00e8 scritto in questo contratto, in un dato momento della settimana la piattaforma JustEat richieder\u00e0 al rider di comunicare la propria disponibilit\u00e0 per la settimana successiva. Cos\u00ec facendo ricever\u00e0 gli orari dei turni da svolgere.<br>Questi orari <strong>non saranno modificabili <\/strong>in nessun modo, evidenziando una certa incoerenza nella azienda che fa della flessibilit\u00e0 uno dei suoi valori focali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le lacune ancora presenti nei modelli contrattuali<\/h2>\n\n\n\n<p><br>In ultima analisi anche il compenso solleva molte perplessit\u00e0. Dagli 8,5 euro lordi l\u2019ora vanno aggiunti 0,25 euro per ogni consegna che diventeranno 0,5 nel caso in cui si completino 250 consegne al mese. Si tratta di un numero ben al di sopra delle possibilit\u00e0 di chi lavora 10 ore alla settimana.<br>In conclusione dopo aver letto e analizzato entrambi i contratti si pu\u00f2 dire che<strong> nessuno dei due sia adeguato<\/strong>. Entrambi presentano grandissime <strong>lacune<\/strong> per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, la loro sicurezza e i compensi che non sono sufficienti per la mole di lavoro e le condizioni alle quali i rider sono sottoposti giornalmente. Rispetto agli inizi del settore food delivery nel nostro paese sono stati fatti passi in avanti, certamente. Restano in ogni caso evidenti grandissime lacune nei contratti che regolano questa professione e ci\u00f2 si riversa nelle condizioni di lavoro di migliaia di persone che ogni giorno si muovono tra di noi <strong>invisibili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le eccezioni: Robin Food <\/h2>\n\n\n\n<p>In questo contesto fatto di contratti inadeguati, condizioni di lavoro poco sostenibili e sicurezza sul lavoro praticamente inesistente c\u2019\u00e8, per\u00f2, chi si distingue e prova a dare una <strong>soluzione<\/strong> reale al problema. Stiamo parlando della piattaforma fiorentina di food delivery <strong><a href=\"https:\/\/robinfoodfirenze.it\">Robin Food<\/a><\/strong>. Questa cooperativa propone una soluzione <strong>etica, sostenibile, ecologica e locale<\/strong>. La loro idea nasce dal desiderio di cercare un modo per rendere il lavoro dei fattorini pi\u00f9 sicuro e meglio retribuito. Come infatti dichiara il loro sito ha come valori \u201cla dignit\u00e0 del lavoratore, l\u2019economia locale e il territorio\u201d. <br>Ho avuto il piacere di intervistare il <strong>presidente<\/strong> della cooperativa, <strong>Nadim<\/strong>. Come vedremo ha saputo esprimere in maniera perfetta quella che \u00e8 la filosofia della cooperativa e come il loro lavoro funziona.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br><strong>Buongiorno Nadim e grazie per la disponibilit\u00e0. Innanzitutto vorrei sapere da cosa \u00e8 nato il vostro progetto<\/strong>.<\/h5>\n\n\n\n<p><br>Il progetto nasce ormai da poco pi\u00f9 di due anni. Da l\u00ec segue tutta la scia di quella che \u00e8 stata la condizione di lavoro dei rider che sono peggiorate nel tempo e soprattutto nel periodo dal 2018 al 2020. Ci sono state tante manifestazioni e scioperi. Ad un certo punto io e altri ragazzi ci siamo messi insieme per creare una cooperativa che fosse una cosa nostra che potessimo gestire noi. Io a quei tempi non ero ancora presidente della cooperativa. Le motivazioni che hanno portato le persone a creare questa cooperativa sono state le condizioni di lavoro che non erano n\u00e9 stabili n\u00e9 buone in seguito a vari anni di lavoro nel settore.<br><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il vostro progetto \u00e8 gestito dagli stessi rider che fanno le consegne. Volevo perci\u00f2 sapere proprio in materia pratica come funziona il lavoro dei vostri rider. E quali sono le differenze con le grandi multinazionali?<\/strong><br><\/h5>\n\n\n\n<p>Di diverso \u00e8 il fatto che i rider sono per la maggior parte soci della cooperativa. Quindi lo \u00e8 anche chi \u00e8 per esempio il presidente o un consiglio di amministrazione amministrazione. E sono contrattualizzati. Hanno un contratto che \u00e8 un CCNL, con tutti contributi, ferie, malattia, 13.\u00aa, 14.\u00aa che \u00e8 una cosa che la maggior parte delle aziende non hanno mai voluto fare, a parte JustEat. Diciamo che questa si \u00e8 discostata un po\u2019 dalle altre multinazionali Glovo, Uber Eats, Deliveroo che sono sempre rimaste sulla prestazione occasionale o partita IVA. La differenza sostanziale quindi \u00e8 quella contrattuale. Poi c&#8217;\u00e8 il fatto che comunque siamo un gruppo anche relativamente piccolo e quindi c&#8217;\u00e8 anche una comunicazione migliore internamente. Non abbiamo un algoritmo che assegna gli ordini ma gli ordini vengono assegnati da una persona che gestisce sostanzialmente il servizio clienti. Perci\u00f2 se c&#8217;\u00e8 un problema per un ordine parla con il cliente. Poi parla con un ristorante, anche con il rider. Successivamente assegna gli ordini ai rider. Siamo pi\u00f9 trasparenti da questo punto di vista.<br><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come ultima domanda volevo sapere cosa ne pensasse dell\u2019indifferenza generale nei confronti dei rider. Mi sembra non ci sia consapevolezza da parte del cliente nel momento in cui si effettua un ordine sui siti delle varie piattaforme.<\/strong><br><\/h5>\n\n\n\n<p>Da un lato secondo me di visibilit\u00e0 ce n&#8217;\u00e8 perch\u00e9 comunque come racconti mediatici se ne \u00e8 parlato abbastanza spesso di questo tema. Tutta questa indifferenza non sono del tutto d&#8217;accordo che ci sia. Allo stesso tempo manca, secondo me, ancora nella popolazione un grado di consapevolezza maggiore. Serve uno sforzo maggiore nel fare la scelta sostenibile. Questo vale sia per le consegne, ma pu\u00f2 valere anche per altro. Per esempio, \u00e8 pi\u00f9 comodo prendere il pacchetto con Amazon che per\u00f2 non \u00e8 un sistema che aiuta la societ\u00e0 nella sua collettivit\u00e0. Soprattutto \u00e8 pi\u00f9 comodo se arriva velocemente a casa. Magari costa meno e quindi la gente tende a fare la scelta che \u00e8 pi\u00f9 conveniente. Ed \u00e8 difficile far cambiare<br>questa abitudine alle persone. Vogliono avere tutto nella maniera pi\u00f9 semplice possibile, pagando il meno possibile. Ma non pensano che poi ci sono dei costi che vengono scaricati su altre persone. Quindi l&#8217;indifferenza \u00e8 questa. Non so quanto sia totale indifferenza. Ma forse si tratta mancanza di consapevolezza. Questi problemi necessitano di tempo per cambiare perch\u00e9 comunque le persone si sono abituate in una certa maniera. E non cambiano da un giorno all&#8217;altro. Forse con continui racconti le persone magari riusciranno a fare un calcolo che \u00e8 pi\u00f9 complesso rispetto alla semplice convenienza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blog.unicollegessml.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/IMG_4574.heic\" alt=\"rider a palazzo vecchio, Firenze\" class=\"wp-image-61\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un anno dopo<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi, ad un anno dalla prima stesura di questo reportage, la situazione \u00e8 rimasta immutata. I contratti non sono cambiati e la presa di coscienza della societ\u00e0 che ci auguravamo potesse avvenire non si \u00e8 ancora presentata. Nel frattempo migliaia di rider continuano a solcare le strade delle nostre citt\u00e0 24 ore su 24, 7 giorni su sette, rimanendo ancora<strong> invisibili. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Samuele Ferrari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio sulle condizioni di lavoro dei rider condotto dalla redazione di Unicollege Durante il corso di Web reportage narrativo dell&#8217;indirizzo Giornalismo digitale la nostra redazione si \u00e8 concentrata nello studio delle condizioni di lavoro dei rider. Abbiamo analizzato i loro contratti ed intervistato una realt\u00e0 cittadina virtuosa nel campo delle consegne a domicilio. 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